STARTUP INNOVATIVE IN EUROPA

Le startup innovative rappresentano in tutti i paesi avanzati il motore della crescita e dell’innovazione, creano posti di lavoro e fanno progredire l’economia. I vari scenari governativi cercano, pertanto, di agevolarne la costituzione. La trasformazione tecnologica accelera in modo esponenziale e le startup innovative velocizzano i tempi di risposta alle nuove sfide del mercato.

Ma cosa si intende esattamente per “innovative”? Si può parlare di innovazione quando un nuovo prodotto/servizio viene introdotto nel mercato o quando si provvede ad un significativo miglioramento di un prodotto/servizio già esistente, rivoluzionandolo. Ancora, si può parlare di innovazione quando si migliora un processo, si introducono nuove tecniche e si ottimizza l’organizzazione del lavoro, o si abbattono i costi di produzione.

LA SITUAZIONE EUROPEA

I diversi paesi europei provvedono in modo differente al supporto alle startup.
Ad esempio, la Germania pone le basi imprenditoriali già durante gli studi scolastici, offre alle startup una buona infrastruttura di base e numerose opportunità di finanziamento. Berlino viene considerata la capitale europea delle startup e ogni anno attira migliaia di giovani imprenditori da tutto il mondo.
Il finanziamento pubblico in Germania è multiforme e strutturato su quattro pilastri: sovvenzioni dirette, pubblici prestiti, garanzie pubbliche e capitale proprio. Tedesca è la startup Flixbus, che ha cambiato il modo di viaggiare di milioni di persone in Europa, offrendo numerosissime tratte sugli autobus a prezzi molto economici. Grazie a un sistema di prenotazioni semplicissimo e a una rete in continua espansione, Flixbus rappresenta un’alternativa di viaggio conveniente e green. All’interno degli autobus intercity Flixbus è possibile godere anche del Wi-Fi gratuito.

In Francia, invece, è presente l’incubatore di startup più grande al mondo, la Station F (con sede a Parigi), e al CES 2017 (the international Consumer Electronic Show) svoltosi a Las Vegas la Francia è salita sul secondo gradino per la presenza di più startup, preceduta da USA e Cina. Sicuramente rispetto all’Italia molti paesi europei vantano una tassazione molto competitiva in ambito di ricerca, e sviluppano continui accordi di esenzione fiscale (temporanea) per le startup innovative e le nuove imprese. In Francia, con la nascita di Bpifrance, l’equivalente della nostra Cdp, supportare l’investimento pubblico nel settore delle startup è diventato l’obiettivo maggioritario nell’agenda dei vari governi che si succedono negli anni.

Nel 2006, dalla Svezia ha preso vita Spotify dello svedese Daniel Ek, un ragazzo come tanti, appassionato di musica e con il sogno di sfondare nel mondo della tecnologia. Oggi grazie a Spotify abbiamo accesso, più o meno libero, 24 ore su 24, a un catalogo sconfinato di canzoni e possiamo ascoltare tutto quello che vogliamo su ogni tipo dispositivo.

Un successo italiano è rappresentato da Candy Crush, del romano Riccardo Zacconi, che nel 2015 ha incassato 3,5 milioni di euro al giorno.

ITALIA: INCENTIVI ALLE STARTUP INNOVATIVE

Anche l’Italia sostiene lo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale orientato all’innovazione, capace di creare nuova occupazione e di attrarre capitale umano e finanziario dal resto del mondo.

In tal senso, grazie al decreto-legge 179/2012, l’Italia si è dotata di una normativa organica, la legge 221/2012 di conversione del “Decreto Crescita 2.0”, volta a favorire la nascita e la crescita di nuove imprese ad alto valore tecnologico. È richiesto il possesso di alcuni requisiti, ma una volta approvata l’iscrizione, le startup possono contare su un vasto complesso di agevolazioni, come incentivi e agevolazioni fiscali ed esenzioni regolamentari. Sono considerate startup innovative le società di capitali costituite, anche in forma cooperativa.

Vediamo quali sono i requisiti di una startup innovativa:

  • Costituzione e attività: deve essere costituita da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda e deve svolgere attività d’impresa;
  • Sede: deve avere la sede principale dei propri affari e dei propri interessi in Italia;
  • Ultimo bilancio: a partire dal suo secondo anno di attività il totale del valore della produzione annua non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
  • Utili: non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • Oggetto sociale: deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • Fusione, scissione o cessione: non deve essere stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;

Oltre il possesso dei requisiti cumulativi di cui sopra, l’Italia richiede altri 3 requisiti, questa volta alternativi l’uno all’altro:

  • Spese in ricerca e sviluppo: le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione della startup;
  • Brevetti per industria, biotecnologie, semiconduttori, varietà vegetali: deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a un’invenzione nei settori elencati;
  • Forza lavoro: deve impiegare, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca, oppure in possesso di una laurea magistrale in misura pari ai 2/3 della forza lavoro.

Le startup innovative registrate in Italia sono circa 10.610 e rappresentano il 2,9% di tutte le società di capitali di recente costituzione nel Paese. Questi i dati secondo l’ultimo aggiornamento del report trimestrale dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle startup innovative, realizzato dal Mise, Ministero dello Sviluppo Economico.

Milano è la prima città in quest’ambito, con quasi 2.000 startup innovative (circa il 20% del totale). Subito dopo la Lombardia troviamo il Lazio, che ne conta 1.155, il 10,9% del totale nazionale. A seguire il Trentino Alto Adige, che vanta il primato della maggiore densità di imprese innovative, in quanto circa il 4,9% delle imprese costituite negli ultimi 5 anni sono startup. Queste startup italiane hanno dato accesso a più di 60.000 posti di lavoro. Il personale è in larga parte costituito da under 35.

Secondo l’Ocse, il fatto che sia gli studenti che gli inventori di brevetti siano sottorappresentati tra i creatori di startup “può indicare una maggiore distanza tra gli istituti universitari e di ricerca italiani, da un lato, e le startup e l’imprenditorialità in generale, dall’altro”. Il numero delle startup registrate finora testimonia che sono stati fatti già tanti passi avanti rispetto a qualche anno fa, ma c’è ancora tanto da fare.

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