Il Fondo nazionale innovazione: l’Italia come smart nation

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Su iniziativa del Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, in Italia è stato creato il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) che, secondo la Legge di Bilancio 2019, ha una dotazione finanziaria di partenza di circa 1 miliardo di euro. Diventa così operativo lo strumento con il quale lo Stato può investire, con operazioni di Venture Capital, su aziende e startup. Il FNI è stato inserito nella Gazzetta Ufficiale con il decreto del 27 giugno 2019 (GU Serie Generale n.176 del 29-07-2019), che definisce una serie di interventi per favorire l’afflusso di capitale di rischio verso le nuove imprese. L’obiettivo è quello di riunire le risorse pubbliche e private destinate al settore dell’innovazione.

Le nomine dei 6 candidati consiglieri per il FNI sono state rese note, dal consiglio di amministrazione di Cassa depositi e prestiti, il 26 novembre 2019. Enrico Resmini, è stato nominato per la carica di amministratore delegato del Fondo, mentre gli altri candidati a consiglieri sono Pierpaolo Di Stefano, Marco Bellezza, Isabella de Michelis di Slonghello, Lucia Calvosa e Antonio Margiotta.

Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto multifondo, che opera attraverso le metodologie di Venture Capital. Quest’ultime riguardano l’insieme degli investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative con Fondi generalisti, a supporto di startup e PMI innovative.

In un del Mise (Ministero dello sviluppo economico) si legge che:
“La centralità dell’innovazione tecnologica e dell’adeguato supporto a tutta la filiera delle imprese innovative è essenziale per garantire al Paese la possibilità di crescere, competere, generare nuove opportunità di lavoro qualificato, creare e distribuire nuova ricchezza in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Senza questi elementi nessun Paese può crescere in modo stabile, sostenibile e duraturo, specie, in un settore come quello dell’innovazione, oggi dominato da operatori stranieri, usualmente extraeuropei, largamente supportati da mercati ed investitori, da grandi soggetti pubblici e privati.”

Le priorità

Tra le priorità stabilite rientrano innanzitutto gli investimenti per l’intelligenza artificiale e i sistemi di blockchain, per i quali, negli ultimi tre anni, sono già stati investiti circa 45 milioni di euro. Altri settori strategici per gli interventi di Venture Capital saranno l’industria 4.0, i comparti agritech e foodtech, la sanità e il fintech. Si cercherà di garantire anche un maggiore sostegno al made in Italy e di difendere l’interesse alla non dispersione di talenti nazionali e di proprietà intellettuali, spesso sostenuti più all’estero che in Italia.
Il Ministro Luigi Di Maio ha dichiarato che “Con il Fondo Nazionale Innovazione e le altre misure messe in campo nel nostro primo anno di Governo per il digitale contiamo di fare dell’Italia un Paese amico dell’innovazione facendo rientrare le tante startup fondate da italiani che operano in altri Paesi europei e non. Continuiamo a lavorare incessantemente per il futuro, per il bene del nostro Paese e dei nostri giovani, che con le loro idee costituiscono e costituiranno la spina dorsale dell’economia italiana”.

Il fondatore del fondo di Venture Capital P101 e membro dell’advisory board di StartupItalia, Andrea Di Camillo, commenta così: “Le iniziative di questi ultimi mesi vanno nella direzione di consolidare il trend positivo che si è registrato in Italia negli ultimi 2 esercizi e di colmare almeno parzialmente il gap “mostruoso” che l’Italia ancora ha verso le altre economie europee, per non parlare di quelle US o cinese. Dal nostro punto di vista di operatori riteniamo che quanto più queste risorse saranno investite in modo da permetterci di attirare ora o in futuro, gli investitori istituzionali su questa asset class, quanto più saremo in grado di gettare le fondamenta per un mercato del Venture Capital sano e stabile negli anni a venire. E quindi a sviluppare un canale per il finanziamento della nuova imprenditoria e dell’innovazione che aiutino la nostra economia a rimanere competitiva di fronte ai cambiamenti tecnologici che in questi anni hanno stravolto intere industry”.

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I principi generali del FNI

È innegabile che l’ecosistema italiano soffra di ritardi culturali e strutturali. Questo fondo rappresenta l’opportunità di creare nuove opportunità di crescita, di riequilibrare il gender gap, favorendo una maggiore e qualificata presenza femminile, nonché di offrire ai territori e alle finanziarie regionali l’opportunità di contribuire ad una grande sfida nazionale e mondiale. Vediamo insieme i principi del Fondo Nazionale Innovazione.

Presidio strategico

Negli ultimi 20 anni l’innovazione ha determinato, su scala globale, la crisi di diversi settori tradizionali. Questo ha determinato anche la perdita di posti di lavoro e la crescita delle diseguaglianze. L’obiettivo del FNI è quello di garantire un supporto strategico alle aziende e incentivi alle startup, per poter affrontare le sfide della digitalizzazione e per presidiare le tecnologie e i mercati emergenti più innovativi.

Crescita

Con il Fondo Nazionale Innovazione si intende supportare e sviluppare un ecosistema d’innovazione che attragga capitali privati e internazionali, oltre alle risorse pubbliche. Il tutto al servizio della collettività, senza alcuna discriminazione tra nord e sud Italia.

Leadership

L’Italia aspira a raggiungere un ruolo di leadership nell’economia della conoscenza, per essere in grado di contribuire alle grandi sfide globali. Con la sua dotazione finanziaria di partenza (1 miliardo di euro), il Fondo Nazionale Innovazione rientra tra i principali operatori di Venture Capital europei. L’ambizione di giocare un ruolo da protagonista è evidente.

Inclusione

Il Diritto ad innovare è un diritto fondamentale. Attraverso questo fondo si cerca di sostenere una innovazione tecnologica che sia accessibile a tutti, imprese, cittadini e territorio. Il motivo è semplice: l’innovazione rappresenta, per ciascun Paese, un potente strumento di crescita e mobilità sociale.
Il FNI esprime la vicinanza e il sostegno dello Stato italiano, nei confronti dei talenti nazionali che possono contribuire alla crescita del Paese.

Qual è l’impatto atteso

L’Italia si avvia verso la crescita naturale del mercato privato, grazie all’attrazione di nuovi investitori, anche internazionali. Lo scopo è quello di rendere l’Italia uno dei Paesi più competitivi in Europa, entro 2 anni.
L’Italia può diventare una smart nation e questo non rappresenta solo un obiettivo finanziario, ma anche politico, sociale e culturale. La riuscita comporterebbe la previsione di benefici per le startup, un riequilibrio delle diseguaglianze e il generarsi di nuove opportunità per le nuove generazioni e i nuovi talenti, che saranno la forza trainante di un Paese che ha capito l’importanza di guardare al futuro.

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