Digital disruption: un naturale adattamento al processo di digitalizzazione

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Il digitale è arrivato nelle nostre vite alla velocità della luce ed è ormai ben radicato in tutto il tessuto sociale, culturale e lavorativo. Oggigiorno risulta impossibile tornare indietro e sarebbe, fra l’altro, una contromossa fallimentare. Ad ogni modo, non necessariamente il termine “disruption” dev’essere interpretato con un’accezione negativa. Anzi, in realtà sta a indicare la proattività di un brand rispetto all’innovazione.

Indice dei contenuti

Perché si parla di digital disruption e in cosa consiste

La digital disruption è strettamente connessa alla digital transformation; la differenza sta nel fatto che la prima si ha quando un’innovazione tecnologica destabilizza totalmente un determinato ambito, rivoluzionandone lo status quo; mentre la seconda indica semplicemente il processo che sostituisce l’analogico con il digitale.

Si tratta principalmente di una sfida culturale che combina più risorse digitali allo scopo di ridisegnare e migliorare un business secondo nuove soluzioni tecnologiche e sistemi evoluti quali: l’automazione, l’intelligenza artificiale (IA), i big data, l’Internet of Things (IoT), la blockchain e altro ancora.

Questo cambio di rotta è fisiologico ed è generato dalle aspettative dei clienti che, a seguito di un cambiamento culturale e più in generale dello stile di vita, hanno oggi nuovi desideri e bisogni.

Cosa comporta per le aziende

Il processo di digitalizzazione non richiede quasi mai un ripensamento totale della value proposition o del modello di business. Richiede piuttosto la trasformazione delle attività tramite l’utilizzo di strumenti digitali e la scoperta di nuove opportunità.

Un’azienda che voglia diventare leader nel proprio settore non può più rinunciare al passaggio al digitale, poiché oramai la digitalizzazione tocca ogni aspetto di un’organizzazione. In primis, bisogna partire dal mindset, rivoluzionarlo e avere una mente aperta per cogliere tutte le opportunità che questo nuovo mondo offre.

Nonostante gli ostacoli da superare non siano pochi, la digital transformation apporta anche parecchi vantaggi alle aziende. Tra questi:

Esempi di digital disruption

Alcuni casi di digital disruption hanno avuto inizio prima dell’ultima ondata di innovazioni ICT, ma si sono rafforzati con l’avvento degli smartphone. Pensiamo ad esempio all’orologio, ormai totalmente sostituito dallo smartphone. Infatti chi è che ormai guarda l’ora sull’orologio?

Un ulteriore esempio è il caro TomTom, anch’esso completamente sostituito dalle app per smartphone dotate di dispositivo GPS. Per non parlare della crisi dell’editoria, iniziata al tempo dei PC, ma che si è acuita drammaticamente con la diffusione degli smartphone e dei tablet, i quali permettono istantaneamente l’accesso a qualsiasi tipo d’informazione.

Questi sono solo alcuni degli esempi di digital disruption che potremmo citare, ma è chiaro che ce ne siano molti altri. È fondamentale essere oggettivi e discernere quali cambiamenti apportino dei reali benefici e quali invece possano causare dei danni.

Esempi di digital disruption

Ci sono alcune best practice da seguire per affrontare con più serenità il cambiamento:

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